| LDN.it Intervista Simone Feudi |
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| Giovedì 14 Luglio 2011 11:01 |
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Road to Ravenna: la grinta di Feudi A colloquio con Simone Feudi, fresco vincitore della Coppa Italia con il Feragnoli Terracina e uno dei leader della nazionale azzurra Simone Feudi, tecnica raffinata, grande visione di gioco, in pianta stabile nel giro azzurro dal 2005, ha collezionato 16 presenze ai mondiali mettendo a segno 7 gol. Da quando ha cominciato a giocare a beach soccer, è sempre rimasto fedele alla squadra della sua città, il Feragnoli Terracina. Ha conquistato la Coppa Italia, grazie anche a una sua trasformazione, nella finalissima contro i rivali storici del Catania, a Corigliano Calabro. Pedina fondamentale per la rosa di Esposito, è pronto a dare battaglia per ben figurare alla Fifa Beach Soccer World Cup Ravenna/Italy 2011.
Possiamo considerare una tua seconda famiglia il Feragnoli Terracina? Che emozione è stata poter vincere il primo trofeo con la squadra nella quale sei sempre stato? "Sì sono sempre stato qui a Terracina e la finale vinta contro il Catania è stato il coronamento di un sogno. La fine di un incubo perché in tutto questo tempo è come se avessimo ‘perso del tempo', abbiamo lavorato sempre duro, con tanta determinazione e voglia di vincere ma i risultati non sono mai arrivati".
Anche in nazionale sei di casa ormai.Ci puoi fare un bilancio di questi 6 anni con la maglia azzurra? Cosa è cambiato? "Tutto sommato direi positivo: siamo riusciti a conquistare un Europeo nel 2005, siamo arrivati a disputare una finale Mondiale contro i campioni di sempre del Brasile. Manca la ciliegina sulla torta, ce la metteremo tutta per arrivare il più lontano possibile. È cambiato il modo organizzativo: prima l'attività veniva gestita in maniera non ufficiale, dal 2004 ad oggi e tutto più organizzato, la professionalità della Figc - LND ha fatto fare un importante salto di qualità anche a noi giocatori".
Hai incontrato quasi tutte le squadre che fanno parte del panorama internazionale, cosa ne pensi del girone che toccherà all'Italia? "Uno dei più difficili. L'Iran ha un allenatore brasiliano che cura molto l'aspetto tattico e quindi dovremo fare attenzione perché saranno messi molto bene in campo, il Senegal è una squadra che fa della sua fisicità il loro punto di forza e corrono molto, per quanto riguarda la Svizzera, non sono di certo io a scoprire il potenziale di questa squadra, vice - campione del mondo. Sarà dura ma confido nella compattezza del nostro gruppo e sulla voglia di fare bene davanti ai nostri tifosi".
Quale è stato il tuo momento migliore che hai vissuto con la nazionale italiana e quale il peggiore? "La finale al Mondiale di Marsiglia nel 2008, contro il Brasile resta un momento indimenticabile; anche se non abbiamo portato a casa la coppa siamo riusciti ad eliminare Francia e Spagna rispettivamente ai quarti e in semifinale. L'Eurocup a Roma invece è stata un disastro, siamo arrivati impreparati sia fisicamente che mentalmente".
C'è un aspetto di questa disciplina che ti entusiasma in modo particolare? "La bellezza dei posti dove andiamo a giocare, il mare, il sole e poi il fascino e la spettacolarità che riesce a trasmettere questo sport, sempre più imprevedibile e ricco di emozioni". Share |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Luglio 2011 08:59 |













